Riccardo, cuor di Grafene

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Per la nostra rubrica “Brendolani dal mondo” la storia di Riccardo Mazzocco, da Brendola all’Inghilterra per studiare il materiale del futuro. 

(Un estratto dell’intervista è disponibile sul Corriere Vicentino)

Ha lavorato al Cern, gomito a gomito con premi nobel e cervelloni internazionali; ha studiato nelle più prestigiose università europee; ama parlare inglese e si circonda ogni giorno sul lavoro, e nel tempo libero, di persone da tutto il mondo. Però Riccardo Mazzocco, 36 anni, brendolano al 100%, si ricorda bene anche il dialetto veneto, e al telefono da Londra riavvolge nella “sua” lingua il nastro dei ricordi, dagli studi nel villaggio di Dickens agli esperimenti sugli acceleratori di particelle, fino alle ricerche sul grafene, il materiale del futuro.

“Tutto è cominciato dopo la laurea in ingegneria all’università di Padova – ricorda -, nel 2006. Volevo imparare l’inglese e quindi mi sono fatto due mesi in Inghilterra, a Broadstairs. Il paese è tutto dedicato a Charles Dickens che qui ha passato parte della sua vita. È piccolo, ma ha uno dei migliori college di tutta la Gran Bretagna. Questa semplice esperienza mi ha fatto capire che stare tutta la vita in Italia non faceva per me”.

 

E quindi cosa hai fatto?
Ho provato a cercare lavoro fuori ma niente. Allora mi sono iscritto a un master dell’università di Padova, dove ho conosciuto un docente dal Cern di Ginevra, che mi ha suggerito di inviare un curriculum. È andata bene: ho fatto un internship di quasi un anno, progettando circuiti di protezione per gli alimentatori utilizzati nella zona radioattiva. Questa esperienza mi ha aperto le porte di un centro ricerche di fisica delle particelle in Germania. Lì ho lavorato due anni e mezzo, e posso garantirti che è stata dura. Avevamo ritmi anche di 15 ore al giorno, sette su sette. Nel settore ricerca è così, vivi in funzione delle scadenze.

 

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Come ci sei arrivato oltre Manica?
In Inghilterra ci sono arrivato nel 2010. A Lancaster per la precisione. Dopo la Germania sono tornato un anno in Italia, il tempo di trovare questa opportunità. Qui sono entrato nel mondo del grafene, il materiale del futuro. Lo conosci, no?

Sì, ma se lo spieghi tu forse è meglio…
Il grafene è il primo materiale al mondo bidimensionale. È uno strato di carbonio spesso un atomo. E sai la cosa forte? Una volta ho collaborato con i due pazzi che l’hanno scoperto. Questi lo hanno ottenuto per espoliazione meccanica.

Che tradotto?
Hanno preso un pezzo di grafite industriale, c’hanno attaccato un pezzo di normale scotch e zac! Via di strappi successivi, fino a ottenere uno strato superficiale piccolissimo. Adesso naturalmente la procedura si è affinata (ride, ndr).

Perché è così rivoluzionario?
Perché ha delle possibilità di applicazione incredibili. È la batteria del futuro, super sottile ma con capacità di immagazzinare molta più carica e in tempo zero. Ma ci puoi fare anche computer flessibili, display trasparenti… E poi ha un indice di rottura 200 volte superiore all’acciaio: sopra un foglio ci potrei alzare un elefante. E poi pensa che ha coefficiente di dilatazione termica negativo, cioè se lo scaldi si contrae: alcuni lo mescolano per fare pneumatici, anche perché riduce l’attrito, e quindi può essere impiegato anche nei lubrificanti.

 

Un piccolo miracolo della natura, insomma.
Puoi dirlo. Anche se ancora oggi resta carico di misteri. A volte, lavorandoci, capitavano reazioni impreviste, e io e il mio supervisore restavamo lì, a guardarci senza sapere cosa dirci. L’altro problema al momento è il prezzo: fino a qualche tempo fa qualche micron quadro prodotto per espoliazione poteva costare anche 2 o 3mila sterline… ben più dell’oro insomma! Adesso i prezzi inizieranno a scendere ma si dovrà aspettare la produzione industriale. Già oggi c’è chi dice di commerciare grafene a prezzi abbordabili, ma occhio. Si tratta di grafene grezzo, bigiotteria, venduto bene grazie al marketing. Marketing è vendere gelato ai pinguini, tecnologia è cambiare davvero la vita delle persone.

 

“Marketing è vendere gelato ai pinguini, tecnologia è cambiare davvero la vita delle persone.”

 

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Tornando a te, che fai nel tempo libero?
Ora cerco un nuovo progetto di ricerca. Esaurito questo, sono tornato a Londra a ricaricare le batterie. Qui me ne sto con i miei amici. Adoro chiacchierare con gente da tutto il mondo, conosco persone da Tokyo a Washington. Adoro cucinare, ma solo per gli altri. Quando sono da solo, sono come… un asceta: mangio poco e faccio tanto sport.

Ti manca niente dell’Italia?
Sicuramente la famiglia e gli amici più stretti, quelli d’infanzia. Poi mi mancano… le quattro stagioni. Qui è sempre autunno. Ah, poi voglio sfatare un mito: non è vero che all’estero va tutto alla grande. Il sistema sanitario da noi funziona molto meglio, e anche a livello di preparazione Padova batte cento volte le decantate Oxford o Cambridge. Qui molte prove le fanno a crocette, l’orale non sanno nemmeno cosa sia, e non studiano la grammatica! Mi sono trovato io a correggere dei madrelingua. Semplicemente quando le cose da noi non vanno, lo sa tutto il mondo, mentre loro i panni sporchi se li tengono in casa.

 

A livello di preparazione Padova batte cento volte le decantate Oxford o Cambridge”

 

Che cosa vuoi dire per salutare Brendola e i tuoi amici?
Ai familiari e agli amici dico: vi voglio bene. E ai giovani dico di farsi su le maniche e prepararsi la valigia. La vita è troppo breve per aspettare l’occasione giusta. Prendi e vai, e se hai un sogno inseguilo con tutto te stesso. Io dico sempre che magari morirò povero, ma morirò con tante cose da raccontare.

 

“Ai giovani dico di farsi su le maniche e prepararsi la valigia. La vita è troppo breve per aspettare l’occasione giusta. Prendi e vai, e se hai un sogno inseguilo con tutto te stesso”

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