Piano interventi, nuova variante approvata

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Approvata una nuova variante al Piano degli Interventi: al Comune oneri di urbanizzazione per 700mila euro. Beltrame: “Seguiamo una prassi utile per l’ente e i cittadini”

Il Comune di Brendola approva l’ultima variante proposta al nuovo Piano degli Interventi in vigore da marzo 2014. Tale variante, definita in via prelimiare a dicembre dello scorso anno, è stata lasciata in visione alla cittadinanza per 60 giorni, come da iter. Trascorso il periodo, l’Amminstrazione ha potuto ratificare la riqualificazione, presentata all’interno del documento, di tre aree di proprietà comunale:

 

  • area in via Natta: da verde/servizi a uso industriale
  • area  in via Dante: da uso agricolo a residenziale
  • area via Santa Bertilla: da uso agricolo a residenziale

 

Nel corso dei due mesi agli uffici municipali sono pervenute 19 richieste di revisione del documento da parte dei cittadini, segno che la prassi adottata da Brendola di presentare ad appuntamenti regolari le varianti successive al Piano è un’opportunittà che risponde alle reali esigenze dei cittadini, che sempre più spesso hanno necessità di risposte immediate da parte degli enti pubblici per pianificare le proprie scelte di vita a medio-lungo termine con maggiore tranquillità.

 

Di queste richieste, 7 sono state adottate immediatamente in quanto di portata minima rispetto all’impianto di base; 6 saranno oggetto della redazione di una seconda variante, dopo che il Comune avrà valutato il parere dei proprietari degli immobili confinanti e ottenuto da loro il via libera per l’approvazione; le ultime 6 sono state invece respinte, 3 per motivi tecnici (si tratta dell’edificazione di nuovi volumi in ambito di pregio, e saranno quindi da riesaminare in attesa della variante paesaggistica in elaborazione nel corso della prossima estate) e 3 perché pervenute da richieste già non in contrasto con le norme generali che regolano la fattibilità dell’opera.

 

I numeri

La variante appena approvata riguarda nuove edificazioni per un totale di 3400 mc di volume (1% del volume totale del PAT), e 5200 mq di superficie (2,5% della superficie totale del PAT). Nonostante l’incidenza sia minima rispetto ai valori generali, il Comune percepirà oneri di urbanizzazione per circa 700mila euro, valutazione che ha convinto della positiva fattibilità dell’operazione.

 

Per quanto riguarda la seconda variante, che sarà elaborata nel corso delle prossime settimane, è ancora presto per avere stime precise, ma il Comune valuta introiti di valore compreso tra 150-200mila euro. Complessivamente è un piccolo “tesoretto” che il Comune potrà richiedere eventualmente anche in termini di opere pubbliche da realizzare per il territorio.
“Abbiamo adottato una prassi che funziona – evidenzia l’assessore all’urbanistica Bruno Beltrame – sia per i cittadini che per l’ente. Presentando le varianti a scadenze regolari diamo modo agli interessati di avere risposte in tempi chiari, e al contempo possiamo pianificare al meglio le entrate e di conseguenza le manovre che potrà mettere a segno il Comune nel corso dell’anno”.

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