PFAS, l’intervento del sindaco Ceron in commissione parlamentare

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Il primo cittadino di Brendola a Roma ha parlato alla commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. “Ora lo Stato faccia la sua parte”.

Egregi onorevoli, membri della commissione, grazie dell’invito. Mi chiamo Renato Ceron e sono il sindaco di Brendola, uno dei comuni maggiormente coinvolti nell’inquinamento delle acque. Il Veneto è una regione che ha sempre dato un contributo straordinario all’Italia, un regione generosa, in prima fila tanto nell’economia che nella solidarietà.

Basterebbe ricordare i miliardi di residuo fiscale che vengono versati allo Stato centrale o il contributo al Pil nazionale per comprendere la definizione di locomotiva del paese. Un territorio il nostro che per indole dei suoi abitanti è poco incline a chiedere, abituato, tutte le volte che può, a fare da sé.

Da parecchi anni, complice la congiuntura economica e la crisi internazionale, le “Manovre di stabilità” hanno ridotto notevolmente i trasferimenti da parte dello Stato agli Enti locali. Il Veneto risulta una delle regioni con la quota pro capite più bassa di trasferimenti da parte dello Stato. Gli Enti locali, quasi sempre virtuosi, hanno raschiato il fondo dei barile per rispettare il patto di Stabilità. Ormai non c’è più neppure il barile!

Recentemente il Governo ha mostrato qualche apertura positiva sui vincoli del patto di stabilità, finalizzata a determinati progetti particolari. Rimane il fatto che i nostri Enti locali hanno risorse limitate. A malapena gestiscono le questioni ordinarie. Non sono certo in grado di affrontare da soli emergenze straordinarie come quella sorta a causa dell’inquinamento delle acque da Pfas e il relativo l’approvvigionamento idrico sia per uso umano che irriguo.

Sulle cause che hanno provocato l’inquinamento delle falde farà luce la Magistratura. Se emergerà qualche profilo di responsabilità chiediamo che chi ha sbagliato o messo in atto comportamenti illeciti paghi, perché non si può massimizzare i profitti e socializzare i costi, per non dire di peggio. La Magistratura avrà tutto l’appoggio di noi sindaci, come sempre in prima linea nell’affrontare i problemi che riguardano i cittadini. Sindaci che talvolta devono districarsi nell’indeterminatezza o nell’ambiguità di norme che sono competenza di organi di ordine superiore. La salute però non può sottostare ai ritmi della burocrazia né a valutazioni meramente accademiche: il principio di prudenza in questo ambito è sovrano.

Nell’estate del 2013, appena emersa la presenza di Pfas nell’acqua distribuita dagli acquedotti, subito ci siamo attivati installando, in collaborazione con le Società che gestiscono la rete idrica, filtri a carboni attivi, in grado di depurare l’acqua. A Brendola il primo impianto. Pertanto, in maniera tempestiva l’acqua che entrava nelle case dei nostri concittadini è diventata sicura. Abbiamo poi cercato di allacciare alla rete comunale con notevoli sforzi economici, quelle poche famiglie che per varie ragioni si servivano ancora di pozzi privati.

Abbiamo ordinato l’analisi dei pozzi privati a tutti gli utenti non collegati. È stato avviato un monitoraggio, tramite analisi del sangue, che ha confermato la presenza di valori elevati di tali sostanze, nei soggetti residenti nelle aree coinvolte. Potrei dilungarmi nel riportare tutta un’altra serie di iniziative e solleciti intrapresi in stretto contatto con le aziende sanitarie (Ulss 5 in particolare) e la regione Veneto, a tutela della salute pubblica.

Il punto fondamentale però è questo: finora abbiamo tamponato una situazione grave, facendo tutto il possibile, in un quadro normativo non sempre chiaro. Ora servono azioni che risolvano in modo definitivo il problema. Per quanto concerne gli acquedotti occorre emungere l’acqua da punti di prelievo diversi, nei quali appunto le analisi già attestano l’assenza di Pfas. Si tratta in altri termini di costruire nuove linee di alimentazione delle reti idriche, opere per le quali servono soldi che non abbiamo.

Per quanto riguarda l’agricoltura e l’uso irriguo dell’acqua, una soluzione ideata è quella di prolungare fin nei nostri territori il canale artificiale che attinge acqua dal fiume Adige e già irriga zone a noi limitrofe. Lasciando agli organi competenti ulteriori proposte tecniche, rimane il fatto che per la soluzione del problema, sia in merito alla tutela della salute e al monitoraggio delle persone esposte per tanti anni, sia per protezione delle produzioni agrarie e zootecniche, rispetto quali il nostro territorio è ricco di eccellenze, chiediamo un contributo straordinario da parte dello Stato.

Occorre poi fare in fretta e bene, perché la salute pubblica e le produzioni che richiedono qualità dell’acqua sono due beni non negoziabili, né in termini di tempi di attuazione delle opere risolutive né in termini di costi. La salute pubblica è un compito primario, un valore incommensurabile, che implica un’etica della responsabilità che noi sindaci esercitiamo ogni giorno.

Neppure la tutela del settore primario e dell’ambiente può attendere perché siamo quello mangiamo. Per non dire delle ricadute economiche e in termini d’immagine. Sull’Agricoltura e sul cibo poi l’Italia in questi anni, anche grazie all’Expo, sta investendo molto e il Veneto gioca in questo settore un ruolo di primo piano.

Chiediamo che lo Stato cammini al nostro fianco senza indugi. Nei nostri territori l’utile economico è sempre stato anche un utile condiviso con tutta l’Italia! Ora che alcune zone del Veneto si trovano a dover affrontare una grave emergenza ci attendiamo quella stessa sensibilità, solidarietà e disponibilità che hanno sempre caratterizzato il nostro agire, quando ad aver bisogno erano, o sono, gli altri.

Siamo qui animati da uno spirito di collaborazione, cercando sinergie e risposte condivise, per noi oggi e per chi verrà dopo di noi, i nostri figli. Tornando domani dai nostri concittadini saremmo felici di poter dire: lo Stato farà la sua parte!

Alla fine cosa chiediamo:

  • Emungimento Acqua da Fonte Sicura

  • I fondi che servono, come dichiarato dal nostro Presidente della Regione Veneto Dott.Luca Zaia, a fronte di una progettazione puntuale e rigorosa e conseguente realizzazione efficiente.

  • I fondi per il monitoraggio della salute dei nostri cittadini.

 

Renato Ceron

Sindaco di Brendola (Vicenza)

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