Opere pubbliche, per Brendola pronti 1,8 milioni con la “finestra governativa”

salvadanaio risparmio bilancio

Se il parlamento dà il via libera alla “finestra governativa 2016” gli enti pubblici potranno mettere mano ai risparmi per anticipare l’avvio delle opere già approvate e finanziate

Dopo l’apertura del Governo al possibile sblocco investimenti degli enti locali, Brendola ha scelto di rivedere il bilancio per poter procedere con le opere pubbliche già nel 2016. Se viene approvata la “finestra governativa” si potrebbero sbloccare un “tesoretto” di oltre 1,8 milioni di euro.

Il testo della legge di stabilità deve ancora superare diversi scogli, ma qualora i segnali positivi dovessero trovare conferma, Brendola ha scelto di non farsi trovare impreparata: l’Amministrazione comunale ha approvato l’ultima variazione al bilancio preventivo 2015-2017, inserendo nel documento i progetti delle opere pubbliche finanziabili e realizzabili entro il 2016. Questo perchè il prossimo anno sarà quello della “finestra governativa”, prevista dalla manovra di stabilità approvata dall’esecutivo lo scorso ottobre. Tradotto: il governo – se le le camere danno il via libera – consentirà agli enti locali di pianificare le cosiddette ‘uscite in conto capitale’ (gli investimenti sul territorio) sulla base degli stanziamenti approvati nel bilancio, e non sulla disponibilità economica effettiva.

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In altre parole, fino a tutto il 2015 ogni ente interessato a procedere con un’opera pubblica finanziata da Stato o Regione, prima di partire con il cantiere ha sempre dovuto aspettare la riscossione effettiva del contributo assegnato, anche di fronte ai ritardi della burocrazia. Con la novità normativa introdotta, invece, lo stesso ente cui è stato assegnato un finanziamento potrà comunque avviare le opere approvate – nonché impegnare le spese – andando eventualmente ad anticipare con risorse proprie i pagamenti, prima di presentare il conto agli enti di grado superiore.

Inoltre, ed è l’aspetto più interessante della “finestra”, nel prossimo anno l’obiettivo del saldo (differenza tra entrate e uscite) non dovrà più essere attivo e superiore a una certa “soglia di sicurezza”, ma potrà essere chiuso a zero, includendo tra le voci per il computo (ma per il solo 2016) il Fondo Pluriennale Vincolato in spesa, e senza più calcolare il ‘fondo crediti di dubbia esigibilità’.

Ciò significa che i Comuni virtuosi, come Brendola in grado di chiudere il bilancio con un consistente attivo, non sono più vincolati a inserire il disavanzo tra i rigidi parametri della stabilità economica, ma potranno versare il loro “tesoretto” all’interno del Fondo Pluriennale Vincolato, impegnandolo per interventi diretti sul territorio e quindi reinvestendolo in opere pubbliche a servizio del cittadino. A patto però di rispettare due condizioni: le opere in oggetto devono essere state finanziate con risorse 2015, e completate entro il 2016.

Brendola però arriva con le carte in regola: per questo l’Amministrazione ha messo mano di nuovo al bilancio. Disponendo di tutti i progetti già pronti e approvati, una volta sbloccata la possibilità di accedere a questi “risparmi” – quantificati per Brendola in oltre 1,8 milioni di euro – per anticipare i contributi assegnati, tutti i cantieri potenzialmente realizzabili nel corso del 2016 potrebbero essere avviati. E così il Comune ha deciso di inserire a bilancio, a fianco delle opere inderogabili (ampliamento della scuola “Boscardin” e nuova strada di accesso al polo sportivo) anche tutti gli altri progetti fino a oggi fermi nel cassetto a causa del patto di stabilità (tra questi: completamento Rocca dei Vescovi, completamento campo da bocce, completamento fognature Ca’ Vecchie, adeguamento antisismico scuole e biblioteca, opere di abbattimento consumi energetici, manutenzioni pubblici edifici).

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“Al momento si tratta solo di una possibilità – spiega il sindaco Renato Ceron – ma i tempi sono stretti, e avremo conferme prima della fine dell’anno. Se andasse come auspichiamo, sarebbe davvero una svolta per i Comuni virtuosi, da semplici ‘casse di risparmio’ di denaro pubblico sotto il severo controllo statale, a veri strumenti a servizio del cittadino sulla base della loro efficienza”

“Per Brendola sarebbe la giusta ricompensa – aggiunge l’assessore al bilancio Guido Zilli – dopo anni di cinghia stretta, per colpa delle mancanze operate dagli enti che non hanno saputo osservare l’oculatezza del ‘buon padre di famiglia’. Quello che oggi consideriamo un “tesoretto” alla fine non sono che i risparmi dei nostri stessi cittadini”.

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