Grande Guerra, proseguono gli eventi

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Brendola non dimentica. A 100 anni dal conflitto, una proposta di iniziative a cavallo della ricorrenza del 4 novembre

Proseguono anche nel 2016 le iniziative organizzate a Brendola per celebrare il centenario della Grande Guerra. Il calendario degli eventi, organizzati dalla Pro Loco in collaborazione con l’Amministrazione comunale, i gruppi Alpini e l’Anget (Associazione Genio e Trasmettitori), dopo i primi appuntamenti proposti lo scorso giugno, entra nel vivo a cavallo del 4 novembre, data simbolo della fine del conflitto.

 

A partire da giovedì 3 novembre e fino a domenica 6, sono in programma diversi momenti di condivisione e di ricordo, per riaprire quelle dolorose pagine di storia approfondendo le vicende e le testimonianze di carattere locale, spesso perdute o dimenticate dalle memorie collettive.

 

Questo il programma delle iniziative:

 

GIOVEDÌ 3 NOVEMBRE

Serata “LE DONNE E LA GRANDE GUERRA: UNA RIVOLUZIONE SOCIALE E DI COSTUME”

Ore 20.30, Sala della Comunità – via Carbonara 28, Vo’ di Brendola.

La Grande Guerra, una rivoluzione vissuta in prima linea anche dalle donne, il cui apporto nel conflitto è stato fondamentale. Questo il punto di partenza dell’incontro che vedrà al tavolo dei relatori le dottoresse Valeria Favretto e Maddalena Antoniazzi. Un’indagine che muoverà poi approfondendo il nuovo ruolo civile assunto dalla figura femminile, con il fondamentale cambiamento dell’abbigliamento che ne conseguì.

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Una menzione particolare meriterà una donna molto attiva in questo periodo storico, impegnata come infermiera all’ospedale di Treviso, dove si dedicò con grande passione e impegno alla cura degli infermi: Santa Maria Bertilla Boscardin.

 

VENERDÌ 4 NOVEMBRE

Inaugurazione mostra fotografica su Ferruccio Marzari ed esposizione sulla Grande Guerra

Ore 20.30, Sala Polivalente – piazza del Donatore, Brendola.

Nello spazio della Sala, la guerra vista da vicino con gli occhi di Ferruccio Marzari, aviatore nato a Brendola e impegnato nel conflitto con il grado di tenente. Fu protagonista di numerose importanti azioni militari, tra cui molti raid aerei in territorio nemico per ottenere fotografie degli schieramenti rivali. Immagini e documenti gentilmente concessi dalla famiglia consentiranno di guardare allo scontro dal punto di vista di un giovane brendolano chiamato a diventare un eroe. Saranno anche esposti gli strumenti di volo utilizzati nel corso del coraggioso raid Roma-Tokyo, oltre a molti ricordi di guerra raccolti da Marzari nei campi di battaglia.

A fianco della parte dedicata a Marzari, sarà allestito un spazio con una raccolta di oggetti bellici curata dal brendolano Gian Luigi Massignani, storico e appassionato della prima guerra mondiale. I reperti appartengono in parte alla sua collezione personale, e in parte sono stati gentilmente concessi da diversi appassionati del territorio. Tra i pezzi pregiati, oltre a granate, bombe, elmetti e oggetti di vita quotidiana appartenuti ai soldati, anche tre divise complete dell’epoca: una divisa da artigliere, una divisa da alpino e la replica di una divisa da geniere.

 

SABATO 5 NOVEMBRE

Concerto Coro Alpino Brigata Cadore

Ore 20, Sala della Comunità – via Carbonara 28, Vo’ di Brendola.

 

DOMENICA 6 NOVEMBRE

Cerimonia ufficiale in ricordo dei caduti

Ore 9: ritrovo al monumento ai caduti di San Vito e deposizione corona di alloro

Ore 9.30: ritrovo in piazza della Vittoria, deposizione della corona d’alloro, alzabandiera

Ore 9.55: saluto del sindaco

Ore 10.30: Santa Messa nella chiesa parrocchiale di San Michele

 

“Sono iniziative – evidenzia il vicesindaco Barbara Tamiozzo – che parlano della guerra, ma parlano prima di tutto di Brendola. Questo perché il tempo che passa non deve farci dimenticare che il conflitto ha lasciato le sue cicatrici nella nostra gente e nel nostro territorio”.

 

“Come Pro Loco Brendola – aggiunge il presidente Giuseppe Volpato – abbiamo lavorato per far parlare, attraverso questi eventi, tutte le storie spesso perdute tra le sanguinose vicende del conflitto. Parliamo di una generazione che ha sacrificato la propria vita e la propria esistenza per difendere l’unità del Paese, un aspetto questo troppo facilmente dimenticato di questi tempi. Il nostro dovere dunque è tenerne viva la memoria, affinché continui a essere preziosa lezione anche per le generazioni future”

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