Ciao Giorgio

 

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Un mese fa esatto si spegneva Giorgio Cerato, dopo una vita spesa a gioire e soffrire a fianco dei suoi ragazzi. Dopo il fratello Gianni, se ne va un altro pezzo di storia del Brendola Calcio.

(nella foto: Giorgio Cerato con l’allenatore del Brendola Diego De Grandi)

Giorgio Cerato è sempre stato un uomo di molti fatti e poche parole. Non aveva bisogno di farsi sentire; lui semplicemente c’era. C’era ad ogni allenamento dei suoi ragazzi. Ad ogni partita, in panchina o a bordo campo. Con il fratello Gianni, scomparso a gennaio 2015, è stato per quasi 40 anni quella presenza silenziosa che si avverte nelle piccole cose, nel silenzio dello spogliatoio prima dell’arrivo dei giocatori, nelle maglie piegate ordinatamente nel borsone, nel tè dell’intervallo, nelle pacche sulla spalla ad ogni vittoria o a ogni sconfitta.

 

A 79 anni, Giorgio si è spento rimanendo fedele a quello stesso silenzio. Si è presentato al campo puntuale, il giorno del raduno lo scorso 17 agosto, con l’emozione del primo giorno di scuola dopo la grande promozione della scorsa stagione. Ha salutato i vecchi giocatori, ha conosciuto i nuovi, sempre con quel suo sorriso particolare che gli accendeva il volto e gli rendeva gli occhi due fessure sottili, ispirando simpatia fin dal primo sguardo.

 

Due giorni dopo non c’era più. Da qualche tempo la sua sfida con una salute ballerina era arrivata ai calci di rigore, e all’ultimo tiro la sorte gli ha voltato le spalle. È la severa legge degli 11 metri, per cui non vince sempre il migliore. Pazienza, deve aver pensato Giorgio, questa vita è stata davvero una gran bella partita.

 

Oggi il suo Brendola lo guarda dal cielo. Con gli occhi stretti in due sottili fessure, sopra allo stesso sorriso bonario. Orgoglioso dei suoi ragazzi.

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Giorgio Cerato è stato presidente del Brendola Calcio, e oggi ricopriva la carica di presidente onorario. Con il fratello Gianni ha scritto la storia del Brendola degli ultimi 40 anni. Nel 2015 era stato premiato con un trofeo a riconoscimento dei 35 anni passati all’interno della società. Per anni è stato accompagnatore ufficiale della prima squadra, immancabile presenza in panchina. Il Brendola Calcio ha già in programma di ricordarlo allargando al suo nome il memorial istituito quest’anno in ricordo del fratello Gianni.

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