Centro Anziani Santa Bertilla, è qui la festa!

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La pioggia non ha bagnato l’entusiasmo per il primo open day del Centro Servizi per Anziani, che ha ricevuto l’abbraccio di tutta la comunità

Festa grande nella giornata di domenica 12 giugno in occasione del primo “open day” al Centro Servizi Anziani “Santa Maria Bertilla” di Brendola.

È stata una giornata molto sentita da parte di tutte le persone coinvolte, vista la grande affluenza di partecipanti.

Il dottor Diego Munari, Responsabile della Struttura, e il Sindaco di Brendola, Renato Ceron hanno ribadito che la festa è stata un’occasione per un inizio di apertura tra il Centro Servizi Anziani ed il territorio, poiché questa struttura è davvero parte integrante della Comunità.

Suor Emma Dal Maso, Superiora Generale della Congregazione in rappresentanza di ogni consorella che in questi trent’anni di attività ha donato il proprio servizio, competenza e professionalità con passione ed amore per i più “fragili”, ha voluto ringraziare ogni sorella e tutti quanti hanno collaborato e attualmente collaborano per il bene del Centro Servizi Anziani.

 

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Il saluto del sindaco Renato Ceron

“Con sommo piacere ho accolto l’invito di partecipare a questo appuntamento – ha detto il sindaco Renato Ceron -, che pone nuove basi per feconde relazioni interpersonali ed inter­generazionali, che arricchiranno dal punto di vista umano il nostro paese. La giornata di oggi vuole attestare che le strutture che ospitano gli anziani non più in grado di badare a se stessi in modo autonomo, non sono un mondo a parte, come talvolta si ritiene, ma una parte del mondo. Esse sono e devono permanere luoghi in cui la vita continua a pulsare con la stessa carica dei primi vagiti dei neonati. Perché la vita è tale dal suo sorgere fino al suo compimento, senza che alcuno possa attribuire chissà quale gradazione di più o di meno valore. Le persone hanno sempre una dignità, che va custodita, riconosciuta e promossa.

La dignità di ogni persona è tale sempre, in qualunque condizione ed età, nella salute e nella malattia. La dignità passa attraverso le relazioni, il dialogo, il contatto umano, anche se compromesso da condizioni fisiche o psichiche labili. Iniziative come quella di oggi servono a tutti noi per renderci corresponsabili della dignità di chi, per varie ragioni o per naturali ragioni anagrafiche, si trova in una condizione di bisogno, ma ha ancora molto da dire e da comunicare. Perché gli anziani sono i primi capitoli della medesima storia che stiamo scrivendo noi, senza i quali anche il nostro racconto non avrebbe senso. Se ho inteso bene una delle idee veicolate da questa giornata aperta a tutti, alle famiglie e ai bambini, è quella creare ponti, relazioni, senso di solidarietà, perché queste dimensioni sociali qualificano l’esistenza e diventano ancora più urgenti quando il fisico patisce il naturale decadimento della vecchiaia. Qui oggi si vuol ricordare non solo che tutti abbiamo degli anziani, ma che gli anziani sono di tutti!

Credo fermamente nell’idea più volte espressa da papa Giovanni Paolo II durante il suo Pontificato, che ha vissuto in modo esemplare la malattia e la vecchiaia: una società è giusta nella misura in cui si occupa delle persone più fragili. E tra queste rientrano senza dubbio quanti si trovano nell’ultima frase della vita. La vecchiaia non è una malattia benché sia spesso segnata dalla malattia e dalla solitudine. Diventa solo una malattia se manca di relazioni profonde. Allora ben vengano tutte le iniziative che avvicinano le generazioni, nonni e nipoti, anziani e piccini, territorio e ospiti. Brendola è ricca di volontariato e di associazioni, molte delle quali sono di casa in questo luogo, portando conforto e serenità. Grazie a quanti dedicano tempo ed energia ai nostri anziani, qui e nel paese.

La Casa Servizi Anziani di Brendola è un centro d’eccellenza, un fiore all’occhiello, un vanto per la nostra comunità. La volontà di accrescere la sinergia con il territorio va nella direzione giusta, direzione che l’Amministrazione di Brendola incoraggerà in tutti i modi, collaborando fattivamente in ogni forma, perché il primo modo di curare gli anziani e prendersi cura di loro. Se Brendola e i nostri territori sono floridi e belli lo dobbiamo anche a chi, prima di noi, si è impegnato per il bene delle rispettive comunità, ciascuno secondo le proprie competenze e possibilità. Essere e venire qui è un modo per essere loro riconoscenti. Sicuro di interpretare un sentimento condiviso, ringrazio quanti parteciperanno a questa e alle altre iniziative che la Casa Servizi Anziani proporrà da qui in avanti, al fine di rendere questo luogo, cui i brendolani sono legati anche dall’affetto per Santa Bertilla, sempre più un microcosmo familiare, un patrimonio di esperienze condivise. Grazie a tutti”.

Un grazie rivolto in particolare da parte degli organizzatori è stato infine rivolto a tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione della giornata: Don Giampaolo Marta, il Coro di Madonna dei Prati, i chierichetti, i bambini del catechismo con le loro Responsabili, la Sogit, gli Alpini, il gruppo musicale “Giuliano e di notturni” ed i volontari.

 

 

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