Brendola a Sanremo con Roberto Balbo e i Dear Jack

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L’intervista esclusiva al brendolano autore della canzone “Mezzo respiro” portata all’Ariston dai Dear Jack

Un pezzo di Brendola… a Sanremo. Storie di sogni, musica e soprattutto parole, quelle firmate da Roberto Balbo, 25 anni compiuti a dicembre: il “pezzo” in questione è “Mezzo respiro”, portato alla kermesse dai Dear Jack. E tra gli autori del brano figura anche lui. Brendolano da sempre – “e orgoglioso”, aggiunge con un sorriso – fa il commesso e ha un diploma di geometra, ma la sua vera passione sono da sempre le note. Suona in una band che porta il suo nome, e da una decina d’anni compone e scrive testi. Ora il grande salto: una sua canzone a Sanremo, con i Dear Jack, davanti a milioni di spettatori in tutto il mondo.

Roberto, Mezzo Respiro a Sanremo: te l’aspettavi?

In realtà è nato tutto per caso, ancora mesi fa. Mi trovavo alla casa discografica Protocollo Zero di Monticello Conte Otto per presentare alcuni miei progetti, e a un certo punto entra Leiner Riflessi, l’attuale cantante dei Dear Jack (di Zugliano, ndr), arrivato a sostituire Alessio Bernabei. Ci siamo conosciuti, gli ho fatto sentire i miei lavori, e c’è stata subito sintonia. Ci siamo messi a collaborare immediatamente, ed è nata davvero una grande amicizia.

E poi?

Poi lui è diventato il cantante dei Dear Jack, e nel frattempo abbiamo continuato ancora a fare musica assieme. Abbiamo lavorato al brano Mezzo Respiro (assieme agli altri autori Stefano Paviani e Claudio Corradini) decidendo di presentarlo alle selezioni per Sanremo, al direttore artistico Carlo Conti. Fortunatamente è stato uno dei 20 selezionati.

Ieri sera dov’eri durante la performance?

Ieri sono stato in famiglia. Partirò per Sanremo domani. Mi sono goduto lo spettacolo, che è andato davvero di lusso. Prima dell’esibizione ho fatto un grande in bocca al lupo a Leiner e ai Dear Jack. Poi non li ho più sentiti, perché sicuramente la serata sarà finita tardissimo anche per loro.

Che tipo è Leiner?

Leiner è uno forte, è un piacere lavorare con lui. Ha una voce straordinaria, con un timbro perfettamente riconoscibile, e questo per un cantante è forse anche più importante dell’intonazione.

Quanto ci metti a scrivere una canzone?

Oddio che domanda difficile. Dipende dalla canzone. De Gregori racconta che Rimmel l’ha composta in momenti diversi, prima una strofa e il ritornello, poi l’altra strofa e il finale. Veramente è difficile sapere quando sei ispirato. Nel caso di Mezzo respiro, è nata di getto.

Dove si riconosce secondo te in Mezzo respiro la tua “paternità”?

Sicuramente nella strofa, infarcita di parole. È il mio modo di descrivere le cose, poco sintetico, per dire le cose in un modo differente. Mi piace accarezzare con le parole, senza essere mai banale, come dovrebbe essere sempre quando fai pop. Ma sempre rimanendo semplice e fruibile.

Intanto, mentre resta incerto l’esito della gara canora, i Dear Jack volano su Itunes, segno che il pubblico a casa, comunque vada Sanremo, li ha già eletti nel proprio cuore.

IL VIDEO DI MEZZO RESPIRO

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