Andar per erbe, un mondo di scoperte

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Il grazie agli organizzatori e ai partecipanti, per l’appuntamento con i segreti “verdi” del nostro territorio. E un piccolo excursus delle lezioni apprese… 

Pungitopo, Pimpinella Sanguigorba, Viperina Azzurra, Artemisia, Dentaria Minore … non è una formula magica ma sono alcune delle erbe spontanee che crescono nei prati e boschi dei nostri colli. Ringraziamo la dottoressa Elisa Ziggiotti della cooperativa Terrabase per averci fatto scoprire questo piccolo grande “patrimonio verde”, dalle incredibili  proprietà mediche e naturalmente culinarie, e ringraziamo soprattutto i numerosissimi partecipanti che il 17 aprile scorso non si sono fatti scoraggiare dal tempo non proprio clemente. Attraverso questa iniziativa l’Amministrazione comunale ha scelto di raccontare il nostro territorio dal punto di vista della natura e della salvaguardia dell’ambiente.

Ci fa piacere che all’iniziativa abbiano partecipato molte famiglie, che abbiamo il piacere di invitare anche sabato 21 maggio all’ALBERO SOTTOSOPRA, un laboratorio sensoriale per scoprire divertendosi la vita degli abitanti del bosco e accrescere il rispetto verso l’ambiente con il gioco e la fantasia. Per bambini (accompagnati) sopra i 5 anni; ritrovo nel piazzale della chiesa di San Vito. Prenotazione in biblioteca. In caso di maltempo, l’evento sarà rinviato al 12 giugno.

I consiglieri Alessia De Santi e Rossano Zaltron

Per chi invece non è potuto essere presente alla passeggiata Elisa ha lasciato le sue note …

 

PIMPINELLA SANGUISORBA – Sanguisorba minor

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I fiori rosso scuro suggerivano il colore del sangue, per secoli è stata usata per curare le ferite e contro le emmoraggie interne. Il nome Sanguisorba deriva dal latino “sanguis” dal chiaro significato e da “sorbeo” che significa “assorbire”. La leggenda vuole che il re ungherese Chaba la usò per guarire le ferite di migliaia dei suoi soldati dopo una feroce battaglia. Si narra inoltre che l’infuso di Sanguisorba venisse distribuito ai soldati rivoluzionari americani prima di andare in battaglia. “L’insalata non è buona e non è bella se non c’è la pimpinella!”: il decotto si usa contro disturbi intestinali, diarrea ed emorroidi. Ricca di vitamine, foglie crude sono indicate nelle insalate. Ricorda il gusto del cetriolo.

 

VIPERINA AZZURRA – Echium vulgare

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Solo ricorrendo alla tradizione della “dottrina della segnatura” si riesce in qualche modo a capire perché alla pianta è stato dato il nome di Echium da caratteristiche anatomiche di queste piante come la forma dei semi che somigliano alla testa di un serpente, oppure per il fatto che il fusto chiazzato di scuro richiama la pelle di un serpente. Il termine deriva dal greco “èchis” = “vipera”, da qui la traduzione popolare in “Viperina” quale collegamento delle antiche pratiche mediche. Il botanico Dodoens ricorda e trascrive una leggenda in cui Nicandro e Alcibiade, essendo stati morsi da una vipera ed essendo a conoscenza delle proprietà di questa pianta, la masticarono, inghiottendone i succhi, il resto della poltiglia lo misero sulla ferita inferta dalla vipera e in tal modo guarirono. La medicina popolare utilizzava questa pianta con il decotto per calmare la tosse secche e per favorire l’espettorazione. Un tempo si mangiavano le foglie bollite per eliminare i dolori addominali e per ripulire l’intestino.In erboristeria viene utilizzato in sinergia con altre erbe nella preparazione di cosmetici per la cura della pelle.

 

ARTEMISIA – Artemisia vulgaris

p161gm82bn3o51qm1dqo1kcj19qc15Dal greco ”artemes”, sano. Pianta officinale utilizzata nella medicina popolare cinese e giapponese per la preparazione della moxa (dal giapponese moe kusa = erba che brucia), una medicina ottenuta triturando in un mortaio la pianta fino a ricavare un impasto lanoso con cui si preparano delle palline o dei coni che, una volta appoggiati su punti specifici della pelle (corrispondenti ai punti dell’agopuntura), vengono fatti bruciare. Le foglie cotte o crude, aggiunte alla dieta, per merito del loro aroma amaro, aiutano la digestione; per questo in molte zone sono preparate soprattutto come condimento a cibi grassi. Le foglie sono usate anche come tè, oppure per aromatizzare la birra. Impiegata anche contro parassitosi intestinali. ATTENZIONE: può presentare alcuni effetti collaterali ed è controindicata in gravidanza e allattamento; a dosi elevate può essere velenosa e danneggiare il sistema nervoso. In alcune persone il contatto con la pelle può provocare dermatiti. Sin dai tempi più antichi questa pianta era associata all’idea della magia. Si riteneva che la notte del 24 giugno, San Giovanni, l’artemisia producesse sotto le radici un carbone efficace contro i fulmini e la peste e che avrebbe protetto chiunque lo avesse colto quella notte e conservato in casa o attaccato agli abiti.

 

ALTEA – Althaea officinalis

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In questa pianta si distinguono le foglie inferiori, che sono più o meno rotonde, hanno cinque lobi e un corto picciolo, dalle superiori, che sono triangolari e con tre lobi. Il nome botanico della pianta deriva dal greco Althain e significa “curare o colei che cura”. Dalla radice si estraeva il succo che era l’ingrediente principale dei marshmallow. Le radici, per le loro proprietà lenitive, venivano date da masticare ai lattanti nel periodo della dentizione. L’elevato contenuto di mucillagini conferisce alla pianta proprietà emollienti, lassative e calmanti. Si può usare per curare i catarri bronchiali e la tosse, decongestionare l’intestino, e come cosmetico per le pelli arrossate e le foruncolosi. Si possono preparare gargarismi per le infiammazioni boccali. Le foglie vengono usate fresche in insalate emollienti o nelle minestre. Sono molto gustose e l’insalata di foglie fresche è indicata ai sofferenti di stomaco e di stitichezza.

 

DENTARIA MINORE – Cardamine bulbifera

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Detta “pianta del cuculo” perché fiorisce quando il cuculo canta da aprile a maggio, e “sputo del cuculo” per la sostanza schiumosa da cui spesso la pianta è ricoperta, prodotto dalle ninfe di un insetto detto proprio sputacchina. I germogli ed entrambi i tipi di foglioline, che si trovano già a marzo, e che vanno raccolte prima della fioritura perché sono più tenere, possono essere consumate crude in insalate miste, o cotte nella minestra, soprattutto quella con le patate. Leggermente piccante come il crescione ed è ricca di vitamina C. I fiori in insalata, i semi piccanti come sostituto del pepe. Si possono mangiare pure i bulbilli (si cucinano come le lenticchie).

 

SAPONARIA MONTANA – Saponaria ocymoides

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Saponaria dal latino sapo = sapone per le saponine contenute nelle radici delle piante di questo genere. Si tratta di una pianta perenne che si presenta pelosa con portamento prostrato o rampicante. La medicina popolare la utilizzava con il decotto per risciacquare l’epidermide colpita da acne o da psoriasi,gotta e dermatiti. Pianta molto coltivata nel Medioevo per il suo contenuto di saponina, dal potere detergente.

2 Responses

  1. Leo ha detto:

    Brava Elisa! Baci dal Brasile!

  2. Adima ha detto:

    Bravissima la dottoressa Ziggiotti.grazie.Spero che tali eventi si organizzino più spesso.Grazie

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