Acquisto di Villa Piovene, il Comune chiede la perizia di stima

piovene

L’Amministrazione intende proseguire con il piano di salvataggio dello storico gioiello architettonico. In fase di studio un progetto sostenibile per tutta la comunità.

L’Amministrazione comunale di Brendola continua a portare avanti il percorso per verificare la fattibilità del progetto di acquisto della storica Villa Piovene, attualmente di proprietà della parrocchia di San Michele. L’edificio, di origine settecentesca ed ex sede della scuola per l’infanzia parrocchiale “S.S. Angeli Custodi” è sfitto dal 2014, da quando cioè accertamenti strutturali ne hanno confermato l’inadeguatezza secondo i parametri di sicurezza scolastica, tanto da spingere all’avvio del complesso piano di riorganizzazione dei servizi scolastici portato avanti a tempo di record negli scorsi mesi.

Di fronte alla situazione venutasi a creare, l’Unità Pastorale aveva avviato i contatti con l’Amministrazione per definire una strategia che consentisse, unendo le forze, di salvaguardare il prezioso gioiello superando gli impegnativi oneri per una eventuale riqualificazione. L’intenzione dell’Amministrazione è di proseguire con il percorso, ma prima di arrivare al nero su bianco ci sono ancora alcuni passaggi che dovranno essere affrontati.

 

“È un’operazione delicata – spiega il sindaco Renato Ceron – da portare avanti nell’interesse della comunità. Che però è un interesse duplice: da un lato c’è l’esigenza di tutelare un bene prezioso per la comunità  sociale e culturale di Brendola; dall’altro abbiamo l’obbligo, come amministratori, di assicurarci che il progetto sia sostenibile, sotto tutti i punti di vista. Dobbiamo essere tutti d’accordo sia sulla destinazione d’uso dello stabile acquisito, sia sui reali costi che comporterà l’operazione, affinché il peso non risulti sbilanciato rispetto ai vantaggi effettivi”.

 

L’Amministrazione ha inserito quindi a bilancio i costi di una perizia di stima, passo necessario per iniziare l’iter. Solo una volta valutata l’entità reale di costi e tempi potrà proseguire il dialogo con le parti interessate, che in seconda battuta dovrà comunque coinvolgere anche la Soprintendenza Beni Culturali di Verona per il nullaosta all’acquisto, e l’Agenzia del Demanio di Vicenza, per la verifica della congruità dei costi.

 

“Per tutti questi motivi – prosegue il sindaco Ceron – abbiamo votato contro alla mozione presentata in Consiglio Comunale dal gruppo misto dei consiglieri usciti dalla nostra maggioranza, nonostante l’idea fosse stata sviluppata assieme fin dal principio. L’iniziativa ci avrebbe infatti vincolati ad un acquisto frettoloso, ancora non condiviso e non ben ponderato. Andiamo avanti, dunque, ma con la testa, e non “di pancia”. In questi casi infatti  sono forti sia il legame affettivo sia il fascino che può avere un progetto indubbiamente allettante, ma dobbiamo rispondere a tutta una comunità. Certo, lo posso assicurare: il nostro dialogo non escluderà nessuno”.

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